Meraviglia e terrore: è il Parco dei Mostri di Bomarzo

Un luogo suggestivo, che racchiude volti spaventosi e animali mitologici, e che racconta una storia di terrore e meraviglia. Il Sacro Bosco di Bomarzo, conosciuto anche come Parco dei Mostri, si trova a circa un’ora di macchina da Roma, nella provincia di Viterbo, ed è assolutamente unico nel suo genere.

Creato nel 1552 dal Principe Vicino Orsini e dall’architetto Pirro Ligorio, questo giardino incantato è un labirinto di simboli che non segue un ordine logico, ma intende sorprendere, stupire o spaventare i suoi visitatori. Fortemente voluto dal Principe- che decise di dedicarlo a sua moglie Giulia Farnese- divenne uno dei più importanti e apprezzati dell’epoca. Dopo la sua morte fu però abbandonato: riscoperto dopo secoli e rivalutato da intellettuali del calibro di Goethe, Salvador Dalì e Mario Praz, nella seconda metà del Novecento venne restaurato e poi aperto al pubblico.

Circondati da alberi e piante, le sculture si ergono maestose: all’ingresso del parco, e probabilmente a custodirlo, troviamo due sfingi di ispirazione classica ed egizia. A poca distanza il primo “mostro”: un mascherone con la bocca aperta. È Proteo Glauco.

Proteo Glauco

Il percorso continua tra i due giganti– la statua più grande del Bosco Sacro-, la tartaruga e la balena che affiora dalla terra, la fontana da cui emerge Pegaso. E poi ancora la casa pendente– straordinaria-, l’elefante che porta su di sé una torre e un legionario, un drago impegnato in una lotta. E che dire poi di Echidna, la donna con due code di serpente al posto delle gambe e Furia, la donna con ali e coda di drago?

La casa pendente

 

L’orrore è sempre in agguato e qui prende le sembianze di un orco con la bocca spalancata, la figura più famosa dell’intero Giardino, che sembra quasi voler divorare le sue prede.  Grazie ad alcuni scalini è possibile entrare al suo interno (risulta in realtà una piccola stanza scavata nel tufo): un’esperienza sicuramente da provare.

Park of Monsters TreasureRome

L’orco

Probabilmente nel corso degli anni alcune sculture sono andate perse e ancora oggi alcune hanno delle parti poco riconoscibili: misteriosi sono rimasti anche i criteri di realizzazione dell’intero giardino, che gli studiosi non sono riusciti a spiegare. Tutti questi particolari, uniti alle originali statue, fanno del Parco dei Mostri un piccolo gioiello che emoziona e colpisce. Un posto da visitare per trascorrere qualche ora circondati dalla natura, immaginando che le sculture possano prendere vita al calare della notte, rendendo onore a chi le ha ideate e tramandate.   

La tartaruga

 

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