Alla scoperta di Roma con il bike sharing di oBike

Visitare Roma è sempre una grande emozione. Anche quando il Colosseo è già entrato nel cuore e il desiderio di tornare nella Città Eterna è stato già esaudito dopo aver lanciato una monetina nella Fontana di Trevi. Ci sono infatti diversi modi per poter apprezzare una vacanza o una gita in città: non mancano nuovi ristoranti da provare, mostre da vedere o angoli inesplorati da scoprire. E farlo in bicicletta è ancora più suggestivo: basta solo scegliere il bike sharing di oBike!

Foto Facebook @oBikeItalia

oBike è il servizio di bike sharing presente in 3 continenti, 26 stati e oltre 40 città nel mondo. Da qualche mese è possibile usufrirne anche a Roma e offre una grande possibilità: poter noleggiare una bici, utilizzarla e poi parcheggiarla in un posto anche diverso rispetto a quello di partenza. Lasciandola a dispozione del biker successivo in un’area di parcheggio designata per il servizio, che non sia di intralcio alla circolazione oppure privata. Così potreste trovarne una al Circo Massimo, padalare fino a piazza Navona e poi parcheggiarla a nei pressi del Pantheon. Comodo e semplice.

Foto Facebook @oBikeItalia

Per uitlizzare oBike basta scaricare l’app dedicata, inserire del credito e iniziare subito a cercare le bici disponibili più vicine. Avvicinando lo smartphone al codice a barre presente sul manubrio si può sbloccare la bici. Alla fine della corsa, è necessario bloccarla manualmente e poi usare l’app per ricevere la conferma. Il servizio ha un costo di 50 centesimi per ogni 30 minuti e prevede anche “VipCard” e sconti grazie ai punti accumulati ad esempio con segnalazioni o la condivisione sui social. Ma attenzione: ci sono regole precise, che vanno rispettate per non incorrere in sanzioni.

Godere dei panorami mozzafiato della città o lasciarsi travolgere da tutta la sua bellezza è un’sperienza ancora più unica se vissuta su due ruote. Senza contare che utilizzando oBike si contribuisce a rendere Roma più eco-sostenibile.

 

Advertisements

Le “statue parlanti” di Roma

Oggi splende il sole. È quasi estate e molta persone sono venute qui per lasciare un messaggio: ascolto tutti, senza pregiudizi. Dicono che io rappresenti Menelao, ma il mio nome è Pasquino. Sono qui dal XVI secolo, ma non sono di certo vecchio. Non posso invecchiare, perché solo chi è sempre giovane di cuore e di mente può avere una ragione per continuare a parlare, criticare e credere in qualcosa: e io li rappresento. Mi definiscono una “statua parlante”: grazie a me tantissimi messaggi anonimi – scritti in latino, dialetto romano, ma anche in italiano e persino in altre lingue – sono noti come “pasquinate” da secoli.

Pasquino (piazza del Pasquino)

Quando arrivai in questa piazzetta nel 1501, i romani solevano lasciare sul mio collo  le poesie, proteste e critiche. Avevano bisogno di ribellarsi a tutto ciò che non potevano accettare. Erano sempre scettici nei confronti delle autorità religiose e civili, e questa era la loro opportunità per far leggere a tutti i loro pensieri e le loro opinioni.

Guardatemi ora: sono passati tanti secoli, ma nulla è cambiato davvero. Gli uomini e le donne hanno sempre bisogno di esprimere la loro opinione. Sono ancora qui, a guardarli come può fare solo un uomo saggio, con gli occhi rivolti verso il cielo.
Sono stato il primo e anche il più famoso, ma non l’unico: siamo in sei. Conoscete il mio amico Abate Luigi? Gli fu dato questo nome perché sembrava il prete della vicina Chiesa del Santissimo Sudario. Povero lui, ha perso la testa: forse ascoltare tutte quelle persone era troppo.

Abate Luigi (Piazza Vidoni)

Madama Lucrezia è la statua parlante più bella tra tutti noi. Io e Marforio abbiamo provato così tante volte a conquistarla! Vecchi bei tempi …Potrebbe rappresentare Iside, la dea egizia, o forse un ritratto dell’imperatrice romana Faustina: probabilmente il suo nome proviene da Lucrezia d’Alagno, amante di Alfonso V d’Aragona, re di Napoli. Io vorrei lasciarle questo messaggio: sei una così grande signora, tutti cadono ai tuoi piedi!

Madama Lucrezia (piazza San Marco)

Spesso mi capita di pensare al Facchino: non è stanco di portare quel barile? È un “acquarolo”, una di quelle persone che hanno dovuto prendere acqua dal Tevere per venderle per le strade di Roma, prima che gli acquedotti romani fossero riparati. Non lo invidio, non ha più nemmeno la sua faccia!

il Facchino (via Lata-via del Corso)

Che dire poi di Babuino? Com’è brutto! Ecco perché lo chiamano così, sembra una scimmia! In realtà doveva raffigurare un sileno, figura della mitologia greca. So che voleva diventare famoso quanto me. Ma evidentemente non ci è riuscito!

Babuino (via del Babuino)

Marforio rispondeva alle mie pasquinate, ma ora è dentro i Musei Capitolini e non possiamo parlare come facevamo una volta. Mio caro amico, quanto sei bello! Rappresenti l’Oceano, il dio Nettuno oppure Giove? Ti ricordi i nostri battibecchi, che sono passati alla storia?

Marforio (Musei Capitolini)

Marforio: È vero chei francesi sono tutti ladri?

Pasquino: Tutti no, ma Bona Parte!

Siamo le statue parlanti di Roma: la nostra storia è eterna come la città che ci ospita. Continueremo a raccontare a tutti quant’ è grande Roma e quanto sono belle le sue tradizioni.

Siete già passati a trovarci?

5 reasons NOT to visit Rome

Are you planning your next holidays in Rome, because the Eternal City still lacks your personal list of European capitals to visit absolutely? Or has it been recommended by friends and relatives and you have decided to finally follow their suggestion?

Rome is certainly a fascinating city, but it is not suitable for everyone …These are the 5 reasons NOT to visit Rome.

There are too many monuments

How many times have you heard about the Trevi Fountain, the Colosseum,  the Imperial Forums? And they are certainly not the only places you can’t miss in your first visit to the Eternal City. There are also Piazza di Spagna, Piazza Venezia, Largo Argentina, the Jewish Ghetto, Piazza del Popolo and the Pincio, San Pietro and Castel Sant’Angelo … It’s a little too much, isn’t it?

Rome

You risk getting fat

The dishes of traditional Roman cuisine are known because they are delicious, but certainly not saved in calories. Spaghetti alla carbonara, bucatini all’amatriciana, spaghetti cacio e pepe, coda alla vaccinara and saltimbocca alla romana. Better avoid the numerous trattorias of the city or its starred restaurants if you are following a diet.

Street food is not as you expect it

It’s street food, but forget hot dogs or fries. In Rome you can try supplì- stuffed with rice, tomatoes and mozzarella- pizza slices, white pizza with mortadella, sandwiches with pork. Not really what you can imagine..

It rarely snows. What winter is that?

Those who love snow and cold will most likely be disappointed by Rome. In fact it rarely snows and even if the temperature some days reaches 4 or 5 degrees, the sky is often blue and offers unforgettable sunsets. In order to ski or enjoy whitewashed landscapes, you have to travel about 100 kilometers, in the nearby Abruzzo.

Too many temptations for shopping

Via del Corso, via Condotti, via del Babuino and via Frattina are really popular because they host dozens of shops of all kinds: clothing, accessories, jewelry, perfumeries, craft shops … How do you resist? Stay away to avoid falling into temptation!

Photo credit: @lau.versari-Instagram)

Renouncing Rome might be a good idea if at least 3 of these reasons affect you. Still unsure whether to book your trip or not? We’ll soon provide another list!

Save the School Exhibition in Rome, a dream come true

Black Friday is now just 2 days away, however what we focus on are not discounts and promotions, but our awesome “Save the school Exhibition” (in Italian “Sogni a colori”). We have believed in this project and now (almost) everything is ready for the opening. The exhibition will be hosted at Medina Roma from 24 November through 7 December.

Sogni a colori la mostra 2

The Exhibition

“Save The school Exhibition in Rome” will bring together twenty paintings created by children living in extreme poverty in the remote areas of Hungary, mentored by the Real Pearl Foundation. They are great canvases, created with passion by these children who are fighting to build a better future.

We’d like to raise awereness of the international community about the problems these children are facing as well as to promote the fundraising for educational activities of the 2017-2018 school year, for which the Real Pearl Foundation has not received the expected statal funds.

Moreover, we would like to promote change through art and education, and fight the vicious circle of indigence and criminality which can unfortunately afflict them. These families often live in homes without window fixtures, electricity or heating; children are ghettoized at school and their existence seems to be marked by a destiny common to all their family members. School segregation is in fact a phenomenon in many European countries, which the Council of Europe is trying to combat by inviting Member States to work in favor of inclusive education.

medina
The Foundation

The Real Pearl Foundation is a Hungarian non-governmental organisation with the mission to develop the communities. They have been working on the challenges of integration and development since 1999. They provide elementary art education in 6 towns reaching 23 villages for a total 670 children of which 70% is underprivileged, 250 children come from deep poverty.

real pearl bimbi

Help us!

This exhibition has been achieved thanks to the fundraising campaign on the GoFundMe platform and the cooperation of Lauren Lombardo, artist and promoter of “Paint & Wine” events.

If you want to help us, you can do one (or more) of these things:

Mona Lisa Paint Party Benefit, for adults

Christmas Painting Party Benefit, for children

Give yourself  a fabulous present for Christmas, help these children believe that improvement and change are possible.

sogni a colori 8

 

 

Street food a Roma, esperienze all’insegna del gusto

Amatriciana, Cacio e pepe, carbonara, coda alla vaccinara. Alzi la mano chi non si è mai concesso un pranzo o una cena in un’osteria o ristorante romano, per provare uno dei piatti della famosa tradizione culinaria della città. Roma però offre ancora di più: lo street food è ormai realtà consolidata e un ottimo compromesso se non si vuole perdere assolutamente nulla della Città Eterna. Perchè per assaporarla fino in fondo ci sono anche validissime soluzioni mordi e fuggi: ecco le nostre preferite!

ANTICO FORNO ROSCIOLI (via dei Chiavari 34)

Pane, panini e pizza, ma anche cornetti, dolci e biscotti. L’Antico Forno Roscioli, a dua passi da Campo De’ Fiori,  è un vero e proprio paradiso per tutti coloro che non disdegnano affatto una pausa pranzo o merenda all’insegna di prelibatezze, semplici o più elaborate, tipiche dei forni della tradizione. Frequentato sia da turisti che da romani, è da segnare in agenda.

(Da Facebook)

TRAPIZZINO (Piazzale Ponte Milvio 13- via Giovanni Branca 88-piazza Trilussa 46)

Un angolo di pizza chiuso tra due lati e ripieno di ricette della tradizione culinaria romana e italiana. Carciofi, ceci e baccalà, polpo al sugo, pollo alla cacciatora, parmigiana di melanzane (solo per citare alcuni gusti): una delizia che si può mangiare anche in piedi, magari prima di una romantica passeggiata su Ponte Milvio. Un prodotto nato a Roma grazie allo chef Stefano Callegari, che sta conquistando anche New York.

(Da Facebook)

DAR FILETTARO A SANTA BARBARA ( Largo dei Librari 88)

Affacciato in un suggestivo angolo su via dei Giubbonari, quella che da Largo Arenula porta a Campo De’ Fiori, il famoso filetto di baccalà fritto è anche take away. Nel menù piatti tipicamente romani come puntarelle, pane burro e alici, zucchine fritte. Insomma, uno di quei posti da raccontare agli amici (e da cui tornare ogni volta che si è a Roma).

ER BUCHETTO ( Via del Viminale 2F)

La “porchetta più buona di Roma”, pane, salumi e un bel bicchiere di vino rosso. Si respira aria di Castelli romani in questo locale storico, situato nei pressi della stazione Termini. Podotti locali unici in un ambiente familiare e caratteristico. Preparatevi a sporcarvi le mani e a esserne pienamente soddisfatti.

(Da Facebook)

SISINI (piazza Re di Roma 20- via San Francesco a Ripa137)

Qui il supplì è di casa (e si vocifera sia anche il migliore della città). Non è possibile tornare a casa senza averlo assaggiato. Panatura croccante, riso al sugo e un cuore di mozzarella filante: come resistere? E per “contorno” si possono provare altre specialità, come la pizza o vari tipi di fritti (che a Roma sono un must).

(Da Facebook)

PASTICCERIA REGOLI (via dello Statuto 60)

Non si poteva non chiudere questa carrellata di delizie di street food con un famosissimo dolce romano: il maritozzo con la panna. Il migliore lo si può gustare in questa storica pasticceria artigianale, situata nei pressi di piazza Vittorio, dove si possono scegliere anche tante altre specialità.

 

 

 

“Paint & Wine”, come diventare artisti per una sera

Colori, pennelli, una tela bianca e un pizzico di talento. Il tutto accompagnato da un calice di vino in un ambiente davvero particolare, quello dell’Alembic Ak Bar nel cuore di Trastevere.  Sono questi gli ingredienti di “Paint&Wine”, i corsi di pittura con aperitivo di Lauren Lombardo, a cui è possibile partecipare il lunedì dalle 19 alle 21.

Lauren, newyorkese laureata in arte in Italia da poco più di quattro anni, ha iniziato con gli incontri di “Paint&Wine” quando viveva ancora negli States. Non serve avere alcuna esperienza per lanciarsi in questa avventura: Lauren spiega passo dopo passo (in italiano e inglese) i trucchi per realizzare il dipinto, come ottenere determinate sfumature di colore e anche in che modo correggere eventuali errori. Con della buona musica in sottofondo, un drink e tanti sorrisi, piano piano l’opera prende vita. E il risultato è straordinario: i dipinti sembrano davvero dei piccoli capolavori, da regalare oppure da appendere in casa e mostrare orgogliosi a parenti e amici.  L’Alembic Ak Bar è poi una Galleria d’arte-Cocktail Bar con un’atmosfera quasi magica, dove ci si può lasciar trasportare dall’immaginazione e dalla bellezza. E dove è possibile fermarsi per un aperitivo o per una serata diversa, lontani dalla folla e dal rumore.

L’arte diventa l’occasione per conoscere persone nuove, ma non solo. Lauren infatti sostiene anche “Save the School Exhibition in Rome”, la campagna di fundraising lanciata a favore di Real Pearl, un’organizzazione no-profit ungherese che si occupa dal 1999 dello sviluppo e dell’integrazione di bambini e famiglie in condizioni di estrema povertà residenti nelle zone più remote dell’Ungheria. L’obiettivo è di organizzare a Roma una mostra delle opere realizzate proprio dai bambini e un concerto che possa aiutare l’organizzazione a raccogliere fondi per i vari progetti educativi del prossimo anno.

Foto Pagina Facebook “Art with Lauren”

Arte, solidarietà e un buon aperitivo: per vievere questa straordinaria esperienza basta prenotarsi attraverso il sito di Lauren. Per maggiori informazioni  si possono visitare anche le pagine Facebook  Art with Lauren e Alembic #ak Bar.

Villa D’Este, magnificenza e splendore a due passi da Roma

Patrimonio Unesco e vero e proprio capolavoro del Rinascimento italiano: visitare Villa D’Este a Tivoli, comune a circa 30 chilometri da Roma,  è un piacevole percorso tra stanze finemente affrescate, bellissimi giardini e giochi d’acqua.

Panorama dall’appartamento nobile al primo piano del Palazzo

La villa fu voluta dal cardinale di Ferrara Ippolito II d’Este che iniziò, a partire dal 1550, la ristrutturazione della tradizionale sede dei governatori della città, costruita su un’antica villa romana (di cui sono venuti alla luce dei resti nel 1983, durante lavori di rifacimento di alcune sale). L’intenzione del cardinale era quella di ricreare i fasti delle corti ferraresi e di Villa Adriana: le stanze furono decorate da un nutrito gruppo di pittori, esponenti del tardo manierismo romano come Livo Agresti e Federico Zuccari, mentre i lavori della villa e dei giardini vennero affidati a Pirro Ligorio e Alberto Galvani.

Dell’antico splendore delle sale del palazzo, che si estende su più piani, oggi rimangono affreschi e stucchi, realizzati principalmente per celebrare la vita del suo proprietario: in ogni stanza, salone o cappella si respirano magnificenza e opulenza.

Ciò che conquista e affascina di Villa D’Este sono senza dubbio i suoi giardini. Tra scalinate e terrazze che si affacciano su panorami unici- da un parte Roma, fino ad arrivare a scorgere il Cupolone; dall’altra la città di Tivoli- si susseguono giochi d’acqua, piccole grotte e maestose fontane, circondati da alberi secolari, piante e aiuole.

Le suggestive Cento Fontane costeggiano il vialone d’ingresso, che porta alla Fontana dell’Ovato, arricchita di rocce e massi ornamentali. Alla  fine di questo vialone, con un’incredibile vista sulle pianure romane, si erge il belvedere della Rometta, ossia la rappresentazione di Roma in Trono, con accanto la lupa che allatta Romolo e Remo, cirocondata di vasche e zampilli.

Le Cento Fontane

La Fontana dell’Organo– così chiamata perché ha al suo interno un particolare meccanismo, che ricrea motivi proprio di questo strumento- è situata in uno spazio che sembra quasi magico: dalla sua terrazza si possono ammirare le “peschiere” e i giardini della villa, mentre passeggiando fino alla fine della piazza che la circonda, si trova un romantico arco ricoperto di rincosperno.

La Fontana dell’Organo

Imponente e scenografica è poi la Fontana del Nettuno, che risulta anche la più recente, creata nel XX secolo trasformando la cascata realizzata da Gian Lorenzo Bernini, a cui furono affidati alcuni lavori nei giardini.

La Fontana del Nettuno

A Villa D’Este si vivono molteplici emozioni. Tra i suoi angoli si possono quasi scorgere i protagonisti di quei tempi ormai andati, mentre passeggiano dolcemente, discutendo di arti e politica. Basta chiudere gli occhi, ascoltare il rumore dell’acqua che scorre e lasciarsi accarezzare dalla sua bellezza.

 

 

Meraviglia e terrore: è il Parco dei Mostri di Bomarzo

Un luogo suggestivo, che racchiude volti spaventosi e animali mitologici, e che racconta una storia di terrore e meraviglia. Il Sacro Bosco di Bomarzo, conosciuto anche come Parco dei Mostri, si trova a circa un’ora di macchina da Roma, nella provincia di Viterbo, ed è assolutamente unico nel suo genere.

Creato nel 1552 dal Principe Vicino Orsini e dall’architetto Pirro Ligorio, questo giardino incantato è un labirinto di simboli che non segue un ordine logico, ma intende sorprendere, stupire o spaventare i suoi visitatori. Fortemente voluto dal Principe- che decise di dedicarlo a sua moglie Giulia Farnese- divenne uno dei più importanti e apprezzati dell’epoca. Dopo la sua morte fu però abbandonato: riscoperto dopo secoli e rivalutato da intellettuali del calibro di Goethe, Salvador Dalì e Mario Praz, nella seconda metà del Novecento venne restaurato e poi aperto al pubblico.

Circondati da alberi e piante, le sculture si ergono maestose: all’ingresso del parco, e probabilmente a custodirlo, troviamo due sfingi di ispirazione classica ed egizia. A poca distanza il primo “mostro”: un mascherone con la bocca aperta. È Proteo Glauco.

Proteo Glauco

Il percorso continua tra i due giganti– la statua più grande del Bosco Sacro-, la tartaruga e la balena che affiora dalla terra, la fontana da cui emerge Pegaso. E poi ancora la casa pendente– straordinaria-, l’elefante che porta su di sé una torre e un legionario, un drago impegnato in una lotta. E che dire poi di Echidna, la donna con due code di serpente al posto delle gambe e Furia, la donna con ali e coda di drago?

La casa pendente

 

L’orrore è sempre in agguato e qui prende le sembianze di un orco con la bocca spalancata, la figura più famosa dell’intero Giardino, che sembra quasi voler divorare le sue prede.  Grazie ad alcuni scalini è possibile entrare al suo interno (risulta in realtà una piccola stanza scavata nel tufo): un’esperienza sicuramente da provare.

Park of Monsters TreasureRome

L’orco

Probabilmente nel corso degli anni alcune sculture sono andate perse e ancora oggi alcune hanno delle parti poco riconoscibili: misteriosi sono rimasti anche i criteri di realizzazione dell’intero giardino, che gli studiosi non sono riusciti a spiegare. Tutti questi particolari, uniti alle originali statue, fanno del Parco dei Mostri un piccolo gioiello che emoziona e colpisce. Un posto da visitare per trascorrere qualche ora circondati dalla natura, immaginando che le sculture possano prendere vita al calare della notte, rendendo onore a chi le ha ideate e tramandate.   

La tartaruga

 

Where to buy bus tickets in Rome

Rome is definitely a city to explore by foot. You can discover hidden gems getting yourself lost in its streets, but it is a pretty big city as well. So if you need to see different places and you don’t have enough time to wander around, you can take the metro (lines A, B and C) or you can catch the bus or the tram.

How to buy tickets Rome-TreasureRome blog Ticket cost €1,50 and are active for 100 minutes from validation, or for one metro ride (but you can use it also for buses after the metro within that time period) on urban routes. Thy cal also valid on regional trains: Trenitalia (2nd class only), Roma-Lido, Termini-Centocelle and Roma-Viterbo (urban route).They must be validated: on buses and trams there are machines close to the doors; if you take the metro, you use it to go through the turnstile.

There are self service machines at every metro station, but you can’t buy a ticket on the bus. Actually it could be possible, but only in some buses and you don’t know which ones. Don’t ask the driver, he can’t help you! So where you can purchase them?

  • At a Tabaccheria (Tobacco shops). You can easily find a tabaccheria everywhere in Rome. They sell differents things like cigarettes, sweets, souvenirs, stamps and tickets.Here you can buy a single ticket or multiple single tickets: you can also reload a monthly pass (abbonamento).
  • At an Edicola (kiosk). Here you can buy newspapers and tickets. As the tabaccheria, it’s easy to find it around the city.
  • How to buy tickets Rome-TreasureRome blog On an app: there’s a good one called “MyCicero” to use with a credit card. It’s really  useful because you don’t need to find a shop or change your money.
  • At Atac –the Rome public transportation company- ticket offices (you can also check its site for further information on routes).

If you are planning to experience all that Rome can offer, you can also get a 24, 48 and 72 hours passes.

How to buy tickets Rome-TreasureRome blog

Tickets and passes

Enjoy Rome and don’t forget to buy your tickets!

 

Le 5 domande più ricercate su Google che riguardano Roma

Cosa chiedereste a Google su Roma? Quale dettaglio o piccolo segreto vorreste che vi svelasse? Ecco quali sono le 5 domande più curiose sulla città cercate online: potrebbero essere anche le vostre!

Perché Roma si chiama Roma?

L’origine del nome della città è in realtà avvolto nel mistero, anche se sono principalmente due le ipotesi al momento più accreditate. Una è quella che fa risalire il nome all’antico nome del Tevere, ossia “Rumon” o “Rumen”: “romanus” quindi, in origine, significava “fluviale” e Roma sarebbe “la città sul fiume”. La seconda ipotesi invece identifica Roma con “rume”, ossia mammella, il nome dato al Palatino-dove venne fondata la città- per le sue due vette che venivano paragonate a un seno. Improbabile che il nome derivi da Romolo, secondo la leggenda il suo fondatore, mentre gli studiosi ritengono più probabile il contrario.

Perché Roma è la città più bella del mondo?

Per la sua storia millenaria. Per i suoi angoli che regalano sempre dettagli inaspettati. Perché il centro storico della città, insieme alle proprietà extraterritoriali della Santa Sede dentro la città e alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Perché Roma ha monumenti straordinari e unici. La risposta a questa domanda può avere moltissime sfumature e nessuna di loro sarebbe errata.

 

Perché Roma è diventata capitale d’Italia?

Roma divenne capitale con la legge del 3 febbraio 1871, dopo che venne annessa al Regno d’Italia dallo Stato pontificio. Ma di questa scelta si stava già discutendo mentre si faceva più reale l’idea dell’unificazione italiana (avvenuta nel 1861). Questo perché il nuovo stato sarebbe stato considerato più grande e potente se avesse avuto un legame con la magnificenza e le indiscusse glorie dell’antico impero.

Perché Roma è detta La città Eterna?

In molti fanno risalire all’imperatore Adriano la prima definizione di Roma come “Città Eterna”. Ma questa espressione, ormai di uso comune per tutto ciò che la città ci ha tramandato, è sicuramente da attribuire anche alla cultura latina, che vedeva enorme valore nella durevolezza del tempo. Roma, anche definita “Caput Mundi”, per la sua grandezza e predominanza nel mondo antico, non poteva che esserne la più alta espressione.

Perché Roma città aperta?

L’espressione “città aperta” signfica che una città è stata ceduta alle forze nemiche senza combattimenti, in modo da risparmiarla dalla distruzione. Questo accadde anche a Roma, quando venne dichiarata tale nel 1943 durante la seconda guerra mondiale, ma solo dalle autorità italiane: una condizione che non venne però ratificata da quelle tedesche. “Roma città aperta” è inoltre il titolo del film del 1945 del regista Roberto Rossellini, con Anna Magnani e Aldo Fabrizi: un racconto corale della vita quotidiana della città occupata dai tedeschi.