Fantasmi e leggende, la Roma (da brividi) che non ti aspetti

Nel corso dei secoli, tra una bellezza senza tempo e monumenti celebri nel mondo, le vite di milioni di persone hanno scelto Roma come propria dimora. Felicità e disperazione hanno attraversato le sue strade e i suoi ponti. Qualcuno però non ha ancora trovato la pace: una morte ingiusta, una fine atroce oppure un’esistenza sciagurata ne disturba il sonno eterno. E qualche anima torna, di tanto in tanto, nel Regno dei Vivi a far avvertire di nuovo la propria presenza.

A Ponte San’Angelo si può incontrare il fantasma più famoso della città: Beatrice Cenci. Decapitata nella piazza di Castel Sant’Angelo l’11 settembre del 1599, colpevole di aver organizzato l’omicidio del proprio padre che la costringeva a subire abusi sessuali, con la testa in mano vaga sul ponte nella notte tra il 10 e l’11 settembre.

Castel Sant'Angelo 2

Ponte Sant’Angelo, dove vaga il fantasma di Beatrice Cenci

Piazza Navona è invece il luogo dove si affacciavano le finestre della casa in cui Costanza Conti De Cupis visse con il marito. La donna, di grande bellezza, colpì un artista che volle fare il calco delle sue mani ed esporlo nella sua bottega. Uno straniero, vedendole, predisse la sua morte prematura e Costanza, molto turbata, decise di rinchiudersi in casa. Un giorno si punse il dito con un ago mentre stava ricamando: l’infezione fu tanto profonda da richiedere l’amputazione del braccio, ma era comunque troppo tardi. La nobildonna morì di setticemia. Da allora, quando la luna si specchia sulle finestre del palazzo, è possibile vedere riflesse le sue mani pallide.

Piazza Navona

Piazza Navona

Il 7 gennaio, su una carrozza nera che attraversa Ponte Sisto per poi finire la sua corsa nel Tevere, è possibile invece incontrare Donna Olimpia. Cognata di Papa Innocenzo X, a cui rubò due casse d’oro una volta deceduto e si rifiutò di pagare le esequie, era nota all’epoca per la sua avidità, sia di denaro che di potere.

ponte sisto

Ponte Sisto

Mastro Titta, conosciuto anche come il “boia di Roma”, è il più famoso esecutore di sentenze che la città ricordi. Operava per lo Stato pontificio e nella sua lunga carriera arrivò a giustiziare ben 514 persone. Lo si può incontrare all’alba, mentre passeggia nei luoghi che lo videro protagonista.

A Trastevere, nei pressi di Piazza Sant’Apollonia, si narra che invece vaghi l’anima travagliata di Lorenza, o Serafina Feliciani, vedova del mago Cagliostro, i due celebri imbroglioni di Roma. O ancora che nella scalinata dell’ Ara Coeli ogni tanto faccia capolino il fantasma di Cola Di Rienzo. Campo de’Fiori non può che essere riservata a Giordano Bruno, che lì venne bruciato sul rogo.

La statuta di Giordano Bruno a Campo de' Fiori

La statua di Giordano Bruno a Campo de’ Fiori

Ma non è tutto. Due chiese sono famose a Roma per le loro caratteristiche alquanto…macabre.

San Giovanni Decollato, situata nei pressi del Velabro, è aperta solo il 24 giugno. Assegnata all’ Arciconfraternita che aveva il compito di assistere i condannati a morte, custodisce tuttora alcuni cimeli come la cesta che raccoglieva le loro teste, gli strumenti usati dai boia, i chiusini che nel pavimento accoglievano i loro resti.

Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, che si trova nella famosa via Veneto, ha la cripta ricoperta di teschi e ossa e alcuni corpi mummificati di frati. Al suo ingresso campeggia la scritta: “Noi eravamo quello che voi siete, e quello che noi siamo voi sarete.”

(Foto Marco Wooster)

La cripta-ossario (Foto Marco Wooster)

Pronti al vostro tour da brividi della Città Eterna?

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Musei Capitolini: viaggio nel mito di Roma

Conoscere davvero Roma e la sua storia non è un’impresa semplice, soprattutto se si hanno pochi, pochissimi giorni a disposizione.È una città che custodisce segreti, leggende e storie come nessun’altra nel mondo. Esistono però alcuni luoghi che possono aiutare a comprendere quella che era la magnificenza di Roma.
Musei Capitolini, nel cuore della Città Eterna, racchiude tre delle storie che più ne caratterizzano il mito e che un visitatore deve necessariamente portare con sé al suo ritorno a casa.
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Piazza del Campidoglio e ingresso dei Musei Capitolini

Prima di entrare però, non si può non sostare sulla piazza del Campidoglio: qui capeggia la statua del Marco Aurelio, copia di quella originale contenuta all’interno del museo, salvata dalla distruzione, solo perché scambiata per Costantino, il primo imperatore cristiano. Fu realizzata da Michelangelo quando Papa Sisto IV decise di donare a Roma una collezione di prestigiosi bronzi provenienti dal Laterano, tra cui la Lupa Capitolina. La fece sistemare nel cortile del Palazzo dei Conservatori, uno dei tre edifici che, insieme al Palazzo Nuovo e al Tabularium, costituiscono attualmente la sede espositiva dei Musei Capitolini. Questo lo rende il più antico museo pubblico al mondo.
Statua Colossale di Costantino

Statua Colossale di Costantino

Tantissime le opere degne di nota, che raccontano le leggende di Roma. Dalla Statua Colossale di Costantino, di cui sono rimaste solo alcune parti tra cui la testa e un piede, alla Lupa di Romolo e Remo, simbolo della città perché- si narra- fu proprio lei ad allattare e prendersi cura dei futuri fondatori della Capitale.

La Sala degli Orazi e Curiazi ricorda la leggenda della battaglia tra Roma e Albalonga, mentre il dipinto di Pietro da Cortona, raffigurante il celebre Ratto delle Sabine, dà vita a una delle più antiche vicende romane: quella che vuole Romolo rapire con l’inganno le donne di popolazioni vicine, in modo che la nuova città appena fondata potesse popolarsi.
Accanto ai Musei Capitolini si trova la Basilica di Santa Maria di Aracoeli, che custodisce anch’essa diverse leggende: si dice che la parola “moneta” derivi proprio dalla dea Giunone Moneta a cui i romani avevano dedicato il tempio che una volta sorgeva proprio su questo colle.
Santa Maria in Aracoeli (foto Maria Corsini)

Santa Maria in Aracoeli (foto Maria Corsini)

Tra una visita al Colosseo, una passeggiata ai Fori Imperiali e una foto all’Altare della Patria, non dimenticate di osservare, leggere, immaginare ciò che Roma è  stata, respirando quella bellezza e grandezza che non l’hanno mai abbandonata.