Van Gogh Alive-The Experience a Roma, la suggestiva mostra (multimediale) da non perdere

“Non so nulla per certo, ma la vista delle stelle mi fa sognare”.

Van Gogh Alive-The Experience accoglie i visitatori con questa frase: parole che richiamano alla mente una delle opere più celebri del pittore olandese dallo stile inconfondibile, “Notte stellata”. Ma è solo l’inizio di una mostra che ripercorre la vita, i dipinti e gli scritti dell’artista, che grazie a una particolare tecnologia -chiamata SENSORY4™- sembrano quasi prendere vita, accompagnate in sottofondo dalle musiche di Vivaldi, Schubert, Bach, Tobin.

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Le immagini, proiettate su schermi giganti, riempiono lo spazio e gli occhi: ritroviamo quell’Olanda che Van Gogh dipingeva con toni scuri e cupi; la vita a Parigi frizzante e colorata, la sua passione per l’arte giapponese. E poi ancora la felicità per la nascita del nipote dall’amato fratello Theo, la sua malattia mentale che si fa sempre più evidente, fino a quel “Campo di grano con Corvi”, emblema dei sentimenti che hanno preceduto i suoi ultimi giorni di vita.

van-gogh-treasurerome-2Immergersi nella bellezza è facile, così com’è semplice farsi avvolgere dai tanti capolavori indimenticabili e dai pensieri del celebre pittore. Per chi lo conosce poco, è un modo per andare alla ricerca degli avvenimenti che ne hanno segnato la vita e l’arte. Per chi lo ama da tempo è un ritorno a casa: si ritrova lo stesso calore e lo stesso piacere che si prova in un luogo caro e familiare.

van-gogh-treasurerome-5Van Gogh Alive-The Experience rimarrà a Roma, presso il Palazzo degli Esami a Trastevere, fino al 26 marzo 2017. Se volete vivere l’arte in modo originale e coinvolgente, è sicuramente una mostra da non perdere, dove il cuore e l’anima si riempiranno di splendore.

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“L’amore è eterno; può cambiarne l’aspetto, ma non l’essenza”

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Coppedè, il gioiello (nascosto) di Roma

Nell’aria si respira un pizzico di magia. Se si chiudono gli occhi, è facile immaginarsi in un microcosmo popolato da fate e folletti, proprio nella città in cui si è costruita una storia viva, reale e che ha conquistato il mondo.

È probabilmente questo il segreto di Coppedè, il quartiere che ospita bellissimi edifici creati negli anni venti proprio dall’architetto e scultore Luigi “Gino” Coppedè, da cui ha preso il nome. Un esperimento audace, un mix unico di stili che vanno dal liberty al neogotico, passando per il barocco e il modernismo.

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Racchiuso tra i quartieri Parioli e Trieste, al cuore di Coppedè si accede attraversando un particolarissimo arco che collega i due Palazzi degli Ambasciatori all’angolo tra via Arno e via Tagliamento- e che nasconde al suo interno un piccolo segreto: un lampadario in ferro battuto.

Una volta superato l’arco, ecco Piazza Mincio, simbolo di questa straordinaria oasi di arte, eleganza e originalità. Sembra quasi avvolta da un alone di mistero: la Fontana delle Rane, al centro, va ammirata in ogni suo piccolo angolo.

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Passeggiare tra i suoi originalissimi palazzi è come vivere per un attimo all’interno di un film: ognuno di loro ha una storia da raccontare tramite dipinti, affreschi, dettagli e decorazioni di vario genere e materiali. Il complesso chiamato “Villini delle Fate” custodiscono anche richiami a Dante e Petrarca.

Si avverte il silenzio, si ammira la bellezza e ci si prende una pausa dalla realtà. Oltre Coppedè c’è sempre il Colosseo, ci sono Fontana di Trevi e Piazza di Spagna, c’è la Roma che tutti conoscono e visitano. Però questa è una storia diversa, che vale la pena comunque vivere e scoprire.

Musei Capitolini: viaggio nel mito di Roma

Conoscere davvero Roma e la sua storia non è un’impresa semplice, soprattutto se si hanno pochi, pochissimi giorni a disposizione.È una città che custodisce segreti, leggende e storie come nessun’altra nel mondo. Esistono però alcuni luoghi che possono aiutare a comprendere quella che era la magnificenza di Roma.
Musei Capitolini, nel cuore della Città Eterna, racchiude tre delle storie che più ne caratterizzano il mito e che un visitatore deve necessariamente portare con sé al suo ritorno a casa.
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Piazza del Campidoglio e ingresso dei Musei Capitolini

Prima di entrare però, non si può non sostare sulla piazza del Campidoglio: qui capeggia la statua del Marco Aurelio, copia di quella originale contenuta all’interno del museo, salvata dalla distruzione, solo perché scambiata per Costantino, il primo imperatore cristiano. Fu realizzata da Michelangelo quando Papa Sisto IV decise di donare a Roma una collezione di prestigiosi bronzi provenienti dal Laterano, tra cui la Lupa Capitolina. La fece sistemare nel cortile del Palazzo dei Conservatori, uno dei tre edifici che, insieme al Palazzo Nuovo e al Tabularium, costituiscono attualmente la sede espositiva dei Musei Capitolini. Questo lo rende il più antico museo pubblico al mondo.
Statua Colossale di Costantino

Statua Colossale di Costantino

Tantissime le opere degne di nota, che raccontano le leggende di Roma. Dalla Statua Colossale di Costantino, di cui sono rimaste solo alcune parti tra cui la testa e un piede, alla Lupa di Romolo e Remo, simbolo della città perché- si narra- fu proprio lei ad allattare e prendersi cura dei futuri fondatori della Capitale.

La Sala degli Orazi e Curiazi ricorda la leggenda della battaglia tra Roma e Albalonga, mentre il dipinto di Pietro da Cortona, raffigurante il celebre Ratto delle Sabine, dà vita a una delle più antiche vicende romane: quella che vuole Romolo rapire con l’inganno le donne di popolazioni vicine, in modo che la nuova città appena fondata potesse popolarsi.
Accanto ai Musei Capitolini si trova la Basilica di Santa Maria di Aracoeli, che custodisce anch’essa diverse leggende: si dice che la parola “moneta” derivi proprio dalla dea Giunone Moneta a cui i romani avevano dedicato il tempio che una volta sorgeva proprio su questo colle.
Santa Maria in Aracoeli (foto Maria Corsini)

Santa Maria in Aracoeli (foto Maria Corsini)

Tra una visita al Colosseo, una passeggiata ai Fori Imperiali e una foto all’Altare della Patria, non dimenticate di osservare, leggere, immaginare ciò che Roma è  stata, respirando quella bellezza e grandezza che non l’hanno mai abbandonata.