Le “statue parlanti” di Roma

Oggi splende il sole. È quasi estate e molta persone sono venute qui per lasciare un messaggio: ascolto tutti, senza pregiudizi. Dicono che io rappresenti Menelao, ma il mio nome è Pasquino. Sono qui dal XVI secolo, ma non sono di certo vecchio. Non posso invecchiare, perché solo chi è sempre giovane di cuore e di mente può avere una ragione per continuare a parlare, criticare e credere in qualcosa: e io li rappresento. Mi definiscono una “statua parlante”: grazie a me tantissimi messaggi anonimi – scritti in latino, dialetto romano, ma anche in italiano e persino in altre lingue – sono noti come “pasquinate” da secoli.

Pasquino (piazza del Pasquino)

Quando arrivai in questa piazzetta nel 1501, i romani solevano lasciare sul mio collo  le poesie, proteste e critiche. Avevano bisogno di ribellarsi a tutto ciò che non potevano accettare. Erano sempre scettici nei confronti delle autorità religiose e civili, e questa era la loro opportunità per far leggere a tutti i loro pensieri e le loro opinioni.

Guardatemi ora: sono passati tanti secoli, ma nulla è cambiato davvero. Gli uomini e le donne hanno sempre bisogno di esprimere la loro opinione. Sono ancora qui, a guardarli come può fare solo un uomo saggio, con gli occhi rivolti verso il cielo.
Sono stato il primo e anche il più famoso, ma non l’unico: siamo in sei. Conoscete il mio amico Abate Luigi? Gli fu dato questo nome perché sembrava il prete della vicina Chiesa del Santissimo Sudario. Povero lui, ha perso la testa: forse ascoltare tutte quelle persone era troppo.

Abate Luigi (Piazza Vidoni)

Madama Lucrezia è la statua parlante più bella tra tutti noi. Io e Marforio abbiamo provato così tante volte a conquistarla! Vecchi bei tempi …Potrebbe rappresentare Iside, la dea egizia, o forse un ritratto dell’imperatrice romana Faustina: probabilmente il suo nome proviene da Lucrezia d’Alagno, amante di Alfonso V d’Aragona, re di Napoli. Io vorrei lasciarle questo messaggio: sei una così grande signora, tutti cadono ai tuoi piedi!

Madama Lucrezia (piazza San Marco)

Spesso mi capita di pensare al Facchino: non è stanco di portare quel barile? È un “acquarolo”, una di quelle persone che hanno dovuto prendere acqua dal Tevere per venderle per le strade di Roma, prima che gli acquedotti romani fossero riparati. Non lo invidio, non ha più nemmeno la sua faccia!

il Facchino (via Lata-via del Corso)

Che dire poi di Babuino? Com’è brutto! Ecco perché lo chiamano così, sembra una scimmia! In realtà doveva raffigurare un sileno, figura della mitologia greca. So che voleva diventare famoso quanto me. Ma evidentemente non ci è riuscito!

Babuino (via del Babuino)

Marforio rispondeva alle mie pasquinate, ma ora è dentro i Musei Capitolini e non possiamo parlare come facevamo una volta. Mio caro amico, quanto sei bello! Rappresenti l’Oceano, il dio Nettuno oppure Giove? Ti ricordi i nostri battibecchi, che sono passati alla storia?

Marforio (Musei Capitolini)

Marforio: È vero chei francesi sono tutti ladri?

Pasquino: Tutti no, ma Bona Parte!

Siamo le statue parlanti di Roma: la nostra storia è eterna come la città che ci ospita. Continueremo a raccontare a tutti quant’ è grande Roma e quanto sono belle le sue tradizioni.

Siete già passati a trovarci?

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