Quando Roma è “casa”

Ponte San’Angelo gremito di gente. I vicoli di Trastevere e il relax a Villa Ada. Il caos di San Lorenzo e i locali di Testaccio. A Roma non si può fare mai l’abitudine: la si ama oppure la si odia. Si possono notare i tanti pregi oppure focalizzarsi sui suoi difetti. Ma ci sono alcuni aspetti che la rendono ‘casa’, nel bene e nel male, per tutti coloro che quotidianamente la vivono. Anche se non ci sono nati, ma ci sono arrivati per uno (strano) scherzo del destino. O, semplicemente, perché l’hanno scelta.

A Roma si impara a mangiare la pizza scrocchiarella: fragrante, come il nome suggerisce, con pomodoro e origano. La notte di cercano i cornetti dal “cornettaro“: ce n’è sempre uno aperto tutta la notte, da qualche parte. Qui si beve ancora il caffè a ottanta centesimi e il bicchiere d’acqua che l’accompagna, la maggior parte delle volte, è del rubinetto. Del resto si può bere tranquillamente dal “nasone”: si trovano ovunque e sicuramente non si potrà morire di sete.

Qualsiasi passione può essere soddisfatta: non c’è nulla che a Roma non si possa fare. Si può scegliere tra cultura, storia, archeologia, vita mondana, musica, teatro, cinema, percorsi enogastronomici, puro divertimento o passeggiate in solitaria. Non c’è desiderio che  non possa avverarsi. Anche il mare è vicino: basta guidare verso Ostia, superando l’elegante quartiere Eur.

(Photo credit: Valentina D'Onofrio)

(Photo credit: Valentina D’Onofrio)

La domenica si può andare a San Pietro, ad ascoltare il Papa; in qualche bar di periferia ci sono ancora i pensionati che giocano a carte, bevendo birra. Come se il tempo si fosse fermato: nonostante sia il 2016, nonostante sia la capitale d’Italia.

I romani parlano una lingua tutta loro, dove alcune parole vanno interpretate, se non imparate (e non bisogna spaventarsi se ‘se so’ tajati na cifra’: significa che si sono divertiti).

I ragazzi si salutano con ‘Bella‘, la street art riqualifica quartieri e stazioni delle metropolitane. C’è spesso il sole: o almeno ai suoi cittadini piace raccontarla così.

Roma offre tanto, ma chiede anche molto in cambio. Qui si impara a correre come a godersela, ma soprattutto a cavarsela: non potrebbe essere altrimenti. La si deve condividere con altre due milioni e mezzo di persone da tutto il mondo: senza contare i turisti.

A Roma si studia, si lavora, si sbarca il lunario oppure si fa la bella vita. Può capitare che per giorni non si esca dal proprio quartiere: in ‘centro‘ a volte ci si va solo per sbrigare commissioni precise.

Eppure, quando il tramonto la avvolge e si osserva il panorama dal Gianicolo, dal Pincio oppure dal Giardino degli Aranci, non si desidera nessun altro posto al mondo. Perché sarà pure scontato, ma davanti al Colosseo o a Fontana di Trevi si rimane sempre a bocca aperta.

(Photo credit: Emanuele Serraino)

(Photo credit: Emanuele Serraino)

 

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