Lì dove tutto ebbe inizio: alla scoperta della nascita di Roma

“Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi”. È così che Alberto Sordi parlava di Roma. Una definizione che si addice perfettamente a una città in cui ogni angolo ha qualcosa da raccontare: un aneddoto, un particolare storico o una leggenda.

Probabilmente tutti conoscono la storia della sua nascita: Romolo e Remo, i due gemelli figli del Dio Marte e di Rea Silvia, vengono abbandonati in una cesta e affidati al fiume Tevere. Salvati da una lupa che li allatta o, come raccontano altre versioni, da un pastore e dalla moglie Larenza, soprannominata “Lupa” perché dedita alla prostituzione, decidono di fondare una nuova città una volta scoperta la loro vera identità. Una scelta che porta alla morte di Remo- ucciso dal fratello in seguito a una lite scoppiata proprio per chi dovesse avere il diritto alla fondazione- e alla nascita di Roma. Ma qual è il punto preciso in cui tutto ebbe inizio?

Piazza della Bocca della Verità

Piazza della Bocca della Verità

Roma è nata grazie al Tevere, sul colle Palatino, in una piazza dove ritroviamo secoli e secoli di storia e dove sorgeva il primo porto della città, il Portus Tiberinus: Piazza della Bocca della Verità. La Basilica di Santa Maria in Cosmedin, conosciuta perché sotto il suo portico accoglie ciò che non era altro che un tombino, custodisce anche il suo punto più antico: l’Ara Massima di Ercole invitto, costruita nel 495 a.c., i cui resti sono visibili nella cripta.

Attraversando la strada e ponendosi di fronte alla Basilica, si può osservare il Tempio di Ercole Vincitore, erroneamente conosciuto anche come Tempio di Vesta, risalente al 120 a.c. Il nome deriva dal fatto che Ercole fosse il protettore dei commercianti. Proprio lì infatti, a ridosso del porto, si svolgevano le attività commerciali della città.

Nel Medioevo, com’era usanza dell’epoca, questo tempio divenne una chiesa dedicata a Santo Stefano delle carrozze. C’era probabilmente un punto di ritrovo nei paraggi.

Tempio Ercole

Tempio di Ercole Vincitore

Accanto a questo tempio di forma circolare, sorge il Tempio di Portuno, risalente a epoca repubblicana in quello che era il Foro Boario, ossia il mercato delle carni. Sempre nel Medioevo non venne risparmiato e diventò una chiesa: Santa Maria Egiziaca. Il motivo di questo nome è curioso: Santa Maria Egiziaca era la protettrice delle prostitute e in quel luogo molte di loro svolgevano la loro attività.

Tempio Portuno

Tempio di Portuno

La Fontana al centro della Piazza è l’elemento più recente: omaggio di Papa Clemente XI ai romani, risale al 1700. Fino a qualche anno fa comprendeva anche un abbeveratoio, poi spostato in un’altra zona.

Superando la piazza e attraversando nuovamente la strada, si arriva al Velabro: la zona in cui vissero Romolo e Remo e dove Mastro Titta, celebre boia di Roma, eseguì gran parte delle 514 esecuzioni della sua carriera. Ora qui è possibile visitare la Chiesa di San Giorgio al Velabro e l’Arco di Giano.

San Giorgio al Velabro (Photo credit: parmenide2014 da Instagram)

San Giorgio al Velabro (Photo credit: parmenide2014 da Instagram)

Più di duemila anni di storia racchiusi in pochi passi. Mettetevi al centro della piazza, chiudete gli occhi e iniziate a immaginare: non avvertite quella grandezza, quel brivido che solo Roma riesce a trasmettere?

Ringraziamo l’associazione Roma Sparita che ci ha accompagnato in questo meraviglioso viaggio in un pomeriggio di maggio.

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